Domenica 25 novembre torna il Cineforno in Fornace con un ciclo di film sulla rapina in banca

Intermittente come il reddito di un precario, duro a morire come John McClane, sempre e comunque redivivo come il più accanito dei villains, domenica 25 novembre alle 21:30 in Fornace torna il Cineforno, il progetto del centro sociale rhodense gravitante attorno a cinema, immagini, immaginario e visioni! In tempi di penuria, crisi e austerità, gli acclamati “Professionisti della Violenza” roderanno i ferri del mestiere proponendo un ciclo di proiezioni a tema sulla rapina in banca. Si comincia domenica 25 novembre col classico “Gangster story” del maestro Arthur Penn. La rassegna prosegue a cadenza bisettimanale il 9 dicembre con lo strepitoso “Quel pomeriggio di un giorno da cani” di Sidney Lumet e si concluderà il 23 con “Killing Zoe” di Roger Avery.

Cineforno presenta:
“Mani in alto, questa è una rapina!”
Rassegna cinematografica sulla rapina in banca
Difficile dar torto a Klaus Schonberger quando, nel suo bel testo sull’argomento, descrive la rapina in banca come “il crimine socialmente più invidiato” e i rapinatori come “i criminali più amati e che riscuotono la maggiore simpatia dell’opinione pubblica”. La storia della rapina in banca, prosegue Schonberger, “coincide con la storia di un sogno: diventare ricchi senza fatica”, cioè senza lavorare: ha quindi un esplicito significato politico di opposizione immaginifica al lavoro salariato, e quindi allo sfruttamento. La rapina in banca come filone si abbevera inoltre alle fonti di un certo “banditismo sociale” senza tempo, riequilibratore di torti spiccatamente sociali, in un contesto generale permeato dal tradizionale odio popolare contro le banche.
Anche per queste motivazioni, oltre che per il ruolo delle banche nella crisi attuale, abbiamo voluto dedicare questo ciclo di tre film alla robusta tradizione cinematografica incentrata sulla rapina in banca.

È più criminale fondare una banca o rapinare una banca?” (B. Brecht)

PROGRAMMA:

Domenica 25 novembre – ore 21:30
Gangster Story
(Bonnie & Clyde, USA 1967)
un film di Arthur Penn, con Warren Beatty e Faye Dunaway
Dallas, 1933: in piena Grande Recessione, il giovene ladro d’auto Clyde Barrow e la cameriera Bonnie Parker si mettono insieme e diventano la banda di rapinatori di banche più famosa d’America. Il capolavoro di Arthur Penn, su una sceneggiatura scritta per Truffaut, è una pellicola largamente influente nella storia del cinema tanto a livello tecnico quanto dal punto di vista stilistico e poetico, pietra miliare del genere gangsteristico. Lontani da certo facile romanticismo costruito sulle coppie ribelli e disperate, i Bonnie e Clyde di Penn sono splendidamente violenti quanto esuberantemente immaturi, e senza consapevolezza arriveranno solo ad accarezzere la rivolta evocata dalle loro imprese. Il tragico spaccato sociopolitico dell’America degli anni ’30 tratteggiato da Penn farà scuola apriendo la strada al cinema americano impegnato degli anni ’70.
[IMDB]

Domenica 9 dicembre – ore 21:30
Quel pomeriggio di un giorno da cani
(Dog day afternoon, USA 1975)
un film di Sidney Lumet, con Al Pacino e John Cazale
Tre balordi assaltano una piccola banca di Brooklyn: due vi rimangono intrappolati con gli ostaggi, mentre fuori la polizia inizia l’assedio. Regista “liberal” di impegno civile, Lumet ricostruisce un fatto di cronaca nera del ’72 con macchina da presa simpatetica con le sorti dei rapinatori quando non col significato recondito della loro strampalata impresa ribelle. Schietti elementi di critica sociale si mischiano a ironia, pathos e suspance in una pellicola permeata dello spirito americano della Contestazione degli anni ’70. Un piccolo grande capolavoro ripetutamente e giustamente omaggiato, riferimento obbligato per il genere anche per il ben calibrato senso scenico del setting. La scena in cui Pacino arringa la folla di cui strappa il consenso con il celebre “Attica! Attica!” è da antologia.
[IMDB]

Domenica 23 dicembre – ore 21:30
Killing Zoe – Uccidendo Zoe
(Killing Zoe, USA-Fra 1994)
un film di Roger Avery, con Eric Stoltz e Julie Delpy
A Parigi una sgangherata posse di criminali allo sbaraglio composta da dilettanti, tossici e alcolizzati intende festeggiare a suo modo la presa della Bastiglia preparando una rapina all’unica banca aperta in città durante la festa nazionale del 14 luglio. Prodotto da Tarantino e diretto da uno degli sceneggiatori di “Pulp Fiction”, “Killing Zoe” è un sottovalutato gangster movie indipendente e low-budget dei mid-90s. Avery, esordiente dietro la macchina da presa e con una sceneggiatura buttata giù in pochi giorni, firma un lungometraggio sanguinoso e allucinato, grottesco e delirante, nel quale la violenza – sempre in primo piano e programaticamente eccessiva – è spezzata qua e là da qualche dose di sarcasmo e ironia.
[IMDB]

Le proiezioni iniziano alle 21:30 in Fornace, a Rho, in via Moscova 5

 

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